Relazione Segretario Generale CSP UIL LA SPEZIA Nadia MAGGIANI:
Cari compagni e delegati ,
Oggi siamo qui riuniti in questa sala per svolgere la nostra assemblea congressuale,
la stessa location dove cinque anni fa nel luglio 2013 , a seguito della scomparsa
prematura di Walter Andreetti , un po’ tutti orfani , tutti insieme come gruppo
dirigente abbiamo deciso di andare avanti, in nome della UIL e della Uil che Walter
ci aveva lasciato .
Allora, la sottoscritta si assunse la responsabilità di guidare la CST della Spezia,
forse con un po’ di incoscienza ma con tanta passione , insieme a tutti voi , anche a
coloro che spesso erano critici , per continuare un percorso che Walter aveva
iniziato rimboccandosi le maniche dopo un periodo travagliato, per rifare una UIL
SPEZZINA. forte .
A distanza di cinque anni possiamo dire di aver superato tutta una serie di di
difficolta , soprattutto economiche, grazie anche all’aiuto della Uil nazionale, e siamo
cresciuti insieme , con momenti difficili , con le particolarita’ di ciascuno di noi , e il
mio 1 obiettivo è sempre stato quello di imparare tutti insieme ad essere gruppo, a
fare squadra , ad essere una cosa sola : la UIL .
Oggi ripartiamo da qui , da questa location , per avviare un percorso nuovo, un
percorso che vedrà la Uil spezzina inserita in un contesto più ampio ,in un contesto
Regionale della Uil Liguria , una sfida come 5 anni fa che ci ha visto rialzarci e
rimarcare una Uil Spezzina forte sul territorio
domani la sfida dovrà essere per una Uil spezzina forte in Liguria ,
una Uil Liguria che cresce .
Questa giornata ho ritenuto debba essere quindi un momento di festa per i risultati
raggiunti in questi anni e per il nuovo lavoro intenso ma intrigante che ci aspetta.
Potrei come sempre iniziare ad analizzare la situazione economica del nostro
territorio,individuandone le potenzialità e soprattutto le problematicità , ma molte
volte negli ultimi mesi lo abbiamo fatto, tra di noi, anche come singole categorie, ed
in confronti pubblici, ad esempio in primavera in occasione delle elezioni
amministrative con i candidati sindaco.
Molto avremmo di nuovo da raccontarci, ed in maniera molto analitica per ogni
settore del l’economia.
Ma questa volta preferisco soffermarmi specificatamente sul tema
“del “lavoro”, sulle strategie per renderlo più accessibile, sugli strumenti,
sui processi, sulle politiche da costruire.Certo, l’economia, l’impresa, il lavoro, tutto è correlato.
Ma oggi vogliamo parlare nello specifico delle e per le esigenze, i bisogni, le
speranze delle singole persone, perché il futuro è più sereno se si mantengono o si
creano opportunità occupazionali.
Il lavoro prima di tutto.
Partendo dallo slogan di questa nostra assemblea , vorrei fare alcune riflessioni
assieme a voi tutti sul valore del lavoro, in un Paese dove :
su 107 province
52 hanno un segno +
18 sono ferme
32 hanno un segno -
5 non sono classificate
in una Regione come la nostra Liguria dove abbiamo perso 6 mila posti di lavoro
e in una provincia come La Spezia che continua ad avere un calo del 1,91%
Occorre riflettere sulla questione lavoro
A questo proposito vorrei ricordare a noi tutti l’eredità di una riforma del mercato del
lavoro, della Legge Biagi /Maroni del 14 febbraio 2003 , che doveva avere lo scopo
di verificare il rispetto del contenuto dei contratti di lavoro alla legge , al fine anche
di ridurre i contenziosi del lavoro.
Si voleva inserire maggior flessibilità nei contratti , si invocava una politica del
lavoro per obiettivi e non per regole , nel senso che anche le regole devono essere
funzionali agli obiettivi .
Si riteneva che decisivo era il tasso di occupazione perché metro oggettivo
dell’inclusione nel mercato del lavoro
Si voleva contrastare il lavoro sommerso , con semplici modalità di regolarizzazione
Eravamo di fronte a un buon riformista con l’ansia dei numeri e dei risultati perché
dietro riconosceva la vita delle persone .
La Riforma Biagi /Maroni riduce drasticamente diritti e tutele e tutte le possibilità di
intervento della Magistratura nelle questioni contrattuali
Al contempo però si ampliava la posizione dei Sindacati più rappresentativi ,
il ruolo di tutela di fronte alla proliferazione di nuove figure professionali che
derivavano nel bene e nel male dalle esigenze del mercato del lavoro globalizzato .
Ebbene Il sindacato che deve difendere le vecchie conquiste a partire dal suo ruolo ,
in questi ultimi governi si è visto mettere fortemente in discussione .In questi anni abbiamo visto l’ attacco sistematico ai corpi intermedi :
la cosa straordinaria e ‘ che il primo a mettere in discussione il ruolo del sindacato è
stato il principale partito della sinistra .
Solo ad ottobre del 2016 si è riaperta la sala verde di Palazzo Chigi dopo che per anni
non solo si è governato senza il sindacato , ma ci si è vantati di governare contro il
sindacato.
La cosa che dovrebbe far riflettere e’ che questa tardiva apertura non ha portato
neppure grandi risultati in termini elettorali .
Allora hanno pensato di dispensare 80 euro al mese senza ascoltare nessuno , senza
rinnovare i contratti , fermi da anni , i contratti che dobbiamo ricordare
rappresentano una conquista dei lavoratori ;
80 euro che alla fine ben 1milione e 700 mila lavoratori sono stati costretti a
rinunciarvi o a rimborsarli .
Celebrare una giornata di festa significa riavvolgere il nastro e rivedere e rivivere
insieme tutti gli attori di questo film, è condividere i momenti di difficoltà, di
rabbia, di angoscia ma anche di gioia , di risultati ,di conquiste che hanno fatto
crescere questa UIL nei numeri e nella rappresentatività .
A questo proposito non possiamo dimenticare la legge 150 o legge Brunetta che
aveva tagliato le gambe alla contrattazione ,aveva tagliato fuori dai luoghi di lavoro il
sindacato e soprattutto aveva voluto mettere in discussione tutti i diritti acquisti
facendo passare i lavoratori pubblici come fannulloni .
Il Sindacato si è battuto contro questa demagogica equazione ma sia chiaro che i
furbetti del cartellino non troveranno mai spazio nella UIL
La Brunetta aveva tagliato le gambe alla contrattazione del P.I. operata dalle riforme
degli anni 90 .
Si segno’ in quegli anni il passaggio del rapporto di lavoro, armonizzando i lavoratori
del settore del pubblico a quello del privato, e da quel momento il codice civile e il
contratto collettivo nazionale divennero le fonti naturali del rapporto del P.I.
Queste riforme nel 1997 permisero di iniziare l’esperienza delle RSU nel pubblico
impiego e si andò al voto per la prima volta nel 1998:
Un atto di grande democrazia !
Un atto di grande democrazia che oggi compie vent’anni !Ebbene fra meno di una settimana noi abbiamo questa grande sfida,
abbiamo il rinnovo delle RSU e tutta la UIL e ‘ impegnata per questo importante
appuntamento!
Nel 2014 abbiamo poi la legge delega di riforma della Pubblica amministrazione
della Madia che però non sembra scostarsi molto dalla Brunetta,
segue nel 2015 la sentenza della Corte Costituzionale che ci da legittimazione e forza
ma non è ancora abbastanza per riprendere il percorso del rinnovo dei contratti .
Nel novembre 2016 prima dell’appuntamento referendario , si arriva alla firma di un
accordo , accordo politico ma istituzionale perché siglato da un ministro della
Repubblica a nome e per conto del governo
Accordo del 30 novembre 2016 permette che quei contenuti venissero tradotti nel
nuovo Testo Unico del P.I. e dopo nei contratti .
Si stabilì che la legge non fagocitasse i contratti e la contrattazione e si riacquistasse
credibilità e ruolo e si ponesse fine agli atti unilaterali
Si passava dalla mera e sola informazione finalmente ad articolarsi in contrattazione
nazionale, contrattazione di secondo livello, a confronto e informazione
Il 2018 e’ l’anno della ripartenza non solo per il rinnovo dei contratti ma anche per il
tanto atteso sblocco del turn over .
Sicuramente ci dono stati errori, mancanze , burocratismi e conservatorismi nel
sindacato, ma ciò non può mettere in discussione quella che è stata , che rimane e
sarà la principale organizzazione al servizio dei lavoratori ,dei loro diritti contro
soprusi e ricatti
Purtroppo continuiamo ancora oggi ad assistere a questi scenari
A partire dai 5 stelle che si vantano di voler governare mettendo in un canto il
sindacato .
Sappiate tutti cari governanti che c’è un ruolo che il sindacato si è conquistato nel
tempo e nelle azioni e nell’impegno e non riuscirete
a farlo sparire !
Sappiate che il mondo del lavoro a partire dalle situazioni di difficoltà , di
riorganizzazione , di garanzia per la sicurezza , non può fare a meno del sindacatoLo dimostrano i dati del privato, dove solo la condivisione delle politiche industriali
con i lavoratori hanno portato al successo le aziende
Non crediamo , concedetemi una battuta , che siano i Di Battista o i Fico che
arrivano uno con il suo scooter e l’altro giustamente in autobus a farsi carico delle
problematiche del mondo del lavoro
In un paese col 12% di disoccupazione , come si conciliano buste paghe con 25/30/40
ore di straordinario al mese ?
Forse in un ufficio dove ci sono 10 persone che fanno dalle 20/30 ore di straordinario
, si dovrà porre il problema che non si può’ procedere con l’istituito dello
straordinario perché lo dice la parola stessa e si deve invece procedere con le
assunzioni ?
Uno studio europeo ci dice che un lavoratore italiano lavora in media il 20% in più di
un francese o tedesco e però rende il 20% in meno .
Occorrerà trovare un modo per entrare dentro i meccanismi delle aziende e
contrattare !
Certo non siamo la Germania con il sindacato dentro il c.d.a dell’azienda ,ma nella
contrattazione di secondo livello dovremmo porre anche questa questione .
Così come dovremo difendere i lavoratori di Amazon e simili :
Perché noi come clienti ci guadagniamo a comprare un occhiale Ray bon al 30% in
meno rispetto all’ottico sotto casa, ma lo facciamo sulla pelle dei poveri ragazzi che
lavorano nei capannoni a ritmi e stipendi da schiavi e rendono ricco un signore che
sta oltre oceano per giunta e non ci paga neanche le tasse .
Dovremo farci carico dei tanti nostri ragazzi laureati che per poche centinaia di euro
lavorano negli studi professionali per anni senza vedere riconosciuta la loro
professionalità .
Dovremo farci carico dei tanti giovani che partano per l’estero in cerca di un futuro
che non trovano nel loro paese .
E se il posto fisso alla Checco Zalone non esiste più , dovremo trovare un qualche
ammortizzatore per i ragazzi che smettono un lavoro in attesa che ne trovino un altro
?
Soprattutto che finiti gli sgravi fiscali per gli assunti a tempo indeterminato , sono
ritornati di moda i contratti a tempo determinato .
Dobbiamo porci con più forza il problema della sicurezza dei lavoratori ,
in meno di tre mesi dall’inizio dell’anno sono già 150 i morti sul lavoro:e’ impressionante ed e’ un numero che non può essere sopportato da un paese civile e
avanzato quale noi siamo .
In un contesto più generale di un Paese civile dovremo porci anche il problema
come quello del fatto che non facciamo più figli !
In un Paese dove la percentuale delle donne occupate e’ fra le più basse di Europa
dovremo porci il problema di incentivi o sgravi fiscali alle coppie che vogliono
diventare genitori .
Insomma l’economia diventerà anche 4.0 , ma rimane insostituibile il ruolo del
sindacato con buona pace di tutti coloro che pensano ad una democrazia solo con un
clic .
In questo mondo dove non ci sono più certezze , occorre riavvicinare due mondi , il
mondo degli anziani al mondo dei giovani , l’esperienza , la saggezza alla
intraprendenza, alla voglia di fare e insieme cercare di costruire un futuro migliore .
In quest’ottica la UIL nazionale e in sintonia la CST UIL LA SPEZIA hanno
raccolto l’esigenza che è emersa dai molti nostri giovani di avere dei punti di
riferimento per capire come funziona il mondo del lavoro , quali sono le regole, i loro
diritti e doveri , come inserirsi in questo mondo , individuare le opportunità , i
percorsi formativi
Raccogliendo il disagio ma anche la forza dei nostri giovani abbiamo deciso di dare
l’avvio nella nostra provincia alla UIL GIOVANI
Ebbene Serena , una giovane laureata , che presta il servizio civile presso il nostro
Adoc , l’Associazione che tutela i consumatori , insieme a Martina, a Simone , a
Michela , a Sara e a molti altri e’ riuscita a mettere insieme le forze e a creare una
rete di giovani che si daranno una loro organizzazione e
che sopratutto troveranno tutta la UIL a loro disposizione .
E ‘ stata l’opportunità che questi ragazzi hanno avuto di entrare ,per motivi diversi ,
dal servizio civile, al tirocinio ,alla garanzia giovani , all’interno della Camera
sindacale della Uil della Spezia , che ha fatto scaturire in loro tutta una serie di
curiosità su un mondo per loro sconosciuto , sul mondo del lavoro .
Questi ragazzi che hanno portato e creato all’interno della nostra Camera sindacale
un clima nuovo, positivo e propositivo , si aspettano dal sindacato un’attenzione
particolare, un sostegno a cui non ci si può sottrarre .
Nel frattempo ,quindi , con l’ausilio di alcuni di loro , Matteo, Simone e ancora
Simone siamo riusciti a dare vita ad un progetto , a configurare un portale per
l’incrocio delle domande -offerte di lavoro .Abbiamo cercato di mettere a loro disposizione uno strumento che gli permetta di
inserire il loro CV in una rete e nel contempo essere informati delle proposte e
opportunità che possono arrivare dalle aziende del nostro territorio ...... ma mi fermo
qui perché c’è ne parlerà Simone .
Oggi volevo con questa mia relazione riflettere sulle conquiste degli anni 70/80 e nel
contempo tutta una serie di perdita di diritti a cui abbiamo assistito negli ultimi anni ,
sicuramente dovuti anche al cambiamento del mondo del lavoro , alla quarta
rivoluzione industriale che stiamo vivendo.
Era mia intenzione vedere di creare un collegamento tra il passato, i nostri padri e le
loro battaglie per conquistare la libertà che abbiamo oggi, il presente di noi che
oggi siamo qui e che purtroppo e ‘ rappresentato da troppe incertezze e sempre meno
diritti e il futuro che vogliamo costruire per i nostri figli .
La Uil nazionale a questo proposito , per far riflettere i giovani , sul concetto di
libertà che oggi abbiamo , ma non è stata gratuita, perché è costata la vita di molti
giovani ,uomini e donne ,ha deciso di fare formazione ed esperienze in tal senso ai
nostri giovani
Martina vi parlerà di queste prossime esperienze e con lei proviamo a chiedere a
persone speciali che da anni sono fidelizzate alla UIL , di trasmetterci i loro
suggerimenti, i loro valori , la loro saggezza per
farne patrimonio da discuterne . insieme per crescere
Questo deve essere il Sindacato , questo è la UIL LAICA E RIFORMISTA
Mi avvio alla conclusione , ricordando a tutti noi che con questa assemblea come
dicevo all’inizio si chiude una fase ma soprattutto se ne apre una nuova che vedrà la
Uil in una dimensione Regionale della UIL LIGURIA , una sfida che funzionerà
unicamente se ci sarà sinergia fra i territori , e per la nostra regione un filo rosso che
collega insieme il levante il ponente e la città metropolitana .
Io sono ottimista e credo che possa funzionare , e concludendo davvero , vorrei
socializzare con voi , che grazie a questo percorso, dove riunire le forze a volte vuol
dire essere più forti, abbiamo appena firmato il contratto di locazione con il collegio
dell’ordine dei geometri e salvo inconvenienti, il 1 settembre i servizi Caf e Ital si
trasferiranno a piano terra negli uffici , debitamente ristrutturati , qui accanto .
Questo ci permetterà di lavorare meglio e soprattutto garantirà un migliore servizio,
senza barriere architettoniche , ai nostri associati !
A questo punto un ringraziamento alla mia segreteria , che mi ha sostenuto in tutti
questi anni ,alla mitica Monica , una tesoriera professionale e instancabile ,a tutto gruppo dirigente , ai segretari di categoria , ai volontari e per ultimo, ma con
grande rispetto a tutti gli operatori dei servizi che con grande dedizione e competenza
hanno fatto dei nostri servizi il fiore all’occhiello della UIL della nostra CST .
Insieme uniti si vince
UNA UIL CHE CRESCE CON SPAZIO AI GIOVANI !

 

Relazione di Serena VERGASSOLA:
Vorrei ringraziarvi per l'occasione che mi state offrendo oggi,
quella di portare alla vostra attenzione il progetto UIL GIOVANI,
giovani che rappresentano il futuro non solo nel mondo del
lavoro ma anche nella vita attiva del sindacato. Noi siamo un
gruppo di ragazzi volenterosi tra i 18 e i 35 anni che hanno
voglia di ascoltare e risolvere le problematiche dei loro coetanei
e quindi concretizzare delle soluzioni. Durante questo
congresso non si parlerà solo di come la Uil era ed è tutt'oggi
ma anche di come sarà. Noi vogliamo rappresentare il futuro, un
futuro che per i giovani è purtroppo incerto a causa della
problematica inerente l'incontro tra domanda e offerta di lavoro
sul territorio. Uil Giovani ha come scopo quello di analizzare e
discutere tematiche e politiche di interesse giovanile negli ambiti
più diversi e, principalmente, guidare la singola persona a
trovare un'occupazione e chiarire anche quali e quante sono le
tipologie di contratto di lavoro, analizzarle insieme, ascoltare i
problemi e i dubbi che i contratti stessi fanno sorgere nei giovani
specialmente nelle loro prime esperienze di lavoro. Troppo
spesso ci confrontiamo con ragazzi laureati o diplomati che
restano a lungo nel baratro della disoccupazione o accettano
contratti di lavoro che si rivelano essere economicamente
inadeguati alla tipologia di mansione svolta. Il problema
principale di un giovane diplomato o laureato è infatti l'approccio
al lavoro, saper come affrontare un colloquio, dove trovare
opportunità attinenti al proprio titolo di studio e come leggere e
interpretare correttamente un contratto, intervenendo
Vergassola Serenalà dove questo non risulti essere veritiero.
Uil Giovani offre un'occasione di discussione e conoscenza
reciproca e noi siamo convinti che lo scambio di idee possa
promuovere il dialogo tra realtà differenti e far sentire meno soli
i ragazzi che incontrano difficoltà non solo per quanto concerne
l'ingresso nel mondo del lavoro ma, anche durante lo
svolgimento dello stesso. É attraverso il dialogo infatti che
vogliamo venire a conoscenza delle varie problematiche che
intercorrono tra il lavoro, lo studio , le tematiche culturali ed è
anche con il dialogo che affronteremo con consapevolezza ciò
che i giovani stanno affrontando da soli. Vogliamo essere
operativi nella ricerca di soluzioni, un aiuto concreto, ma
specialmente un punto di riferimento. Siamo un gruppo di
ragazzi che mettono prima di tutto a disposizione degli altri la
propria esperienza e conoscenza. Noi referenti, per primi,
metteremo a disposizione le nostre esperienze personali per
dialogare e trovare punti di interessi comuni tra i vari membri
delle Uil Giovani d'Italia, attraverso incontri che fisseremo
durante l'anno e, avvalendoci della tecnologia, abbiamo già
iniziato a creare una rete di comunicazione online, per poter
essere tempestivamente a conoscenza di progetti, iniziative e
creare un calendario di incontri. Vorremo quindi avere questa
grande opportunità, quella di creare un sindacato che guardi al
futuro e per futuro parliamo appunto di giovani. Noi responsabili
siamo pronti a concretizzare questo progetto e portarlo avanti
grazie anche alla mediazione tra le varie categorie sindacali.

 

Relazione di Simone TASSARA:
Bassi salari, precarietà, difficoltà a trovare lavoro sono queste le
problematiche che affliggono i giovani, ostacoli che impediscono loro anche
di lasciare la casa dei genitori.
La categoria più penalizzata risulta quella dei giovani inattivi che non studiano
e non hanno un impiego, per la quale lavoro e congiuntura economica
appaiono come ostacoli insormontabili.
Ma anche i lavoratori con contratto a tempo determinato, il 79,4% dei
giovani occupati lo è con questo genere di contratto, percepisce la propria
condizione occupazionale come un motivo nel ritardare non solo l'uscita
dalla casa dei genitori, ma anche il crearsi una propria famiglia e di
conseguenza procrastinare la nascita del primo figlio.Intervento di Simone TASSARA
Scarsa fecondità e ritardo nell'uscita dalla casa dei genitori per via dei bassi
salari e del precariato continuano dunque a rappresentare una criticità
irrisolta del contesto italiano.
Alla luce di questi dati emerge che il 92% dei giovani italiani dichiara di non
essere riuscito a realizzare i propri desideri formulati l'anno precedente.
Un mondo giovanile, quindi, in equilibrio precario tra rischi da cui difendersi e
opportunità a cui tendere, con un potenziale, troppo spesso misconosciuto e
sottoutilizzato.
I giovani Italiani hanno sicuramente le stesse aspettative e progettualità
rispetto ai coetanei degli altri paesi europei, ma quello che li differenzia è il
divario tra ciò che vorrebbero fare e quello che riescono effettivamente a
realizzare, negli altri Stati le opportunità sono sicuramente maggiori.
Bisogna rilevare che il percorso formativo è determinante sulla carriera
lavorativa, come importante l’attenzione che va rivolta alle così dette
competenze trasversali, in grado non solo di aumentare l'occupabilità, ma
soprattutto di trasformare il sapere tecnico in partecipazione di successo ai
processi innovativi.
Le basse opportunità di occupazione e le inefficienze del mercato del lavoro
stanno frenando il pieno e qualificato contributo delle nuove generazioni ai
processi di crescita del paese. Inoltre tengono in stallo da troppo tempo
persone oramai trentenni che per motivi anagrafici non possono più essere
considerate giovani, ma nemmeno adulte perché ancora lontani dallaconquista di una piena autonomia dai propri genitori e di formazione di una
propria famiglia.
I ventenni di ieri, si stanno trasformando in trentenni sprecando così le loro
capacità e la loro vitalità , ma un Paese in queste condizioni non può
crescere.
Ma il problema dei giovani in Italia non è solo economico.
Stiamo creando una generazione sfiduciata, disillusa che non s'impegna
perché non trova sbocchi e non vede per sé un futuro.
Perdiamo molti bravi giovani che se ne vanno all'estero. Non solo i cosiddetti
«cervelli», ma anche giovani che non trovando un normalissimo lavoro in
Italia lo cercano, e lo trovano, altrove. Una generazione di scoraggiati non si
riproduce né economicamente, né demograficamente e crea un pericoloso
circolo vizioso. Queste spirali si possono arrestare, ma solo se si interviene
presto. Se accelerano diventa impossibile fermarle
Partendo da questo contesto è scaturita l’idea di dare vita ad un progetto
basato su un programma che analizzi ed incroci, mediante un automatismo,
la domanda e l’offerta di lavoro.
L’applicativo gestirà quindi:
- le offerte di lavoro da parte delle aziende inserite secondo un apposito
modulo compilato dal referente dell’azienda (o da personale interno
all’ufficio su indicazione dell’azienda stessa)
- i dati estrapolati dei “potenziali” candidati
Vista la complessità delle operazioni, l’automatismo che stiamo
elaborando dovrà evidenziare un insieme di persone in qualche modo
corrispondenti ai requisiti richiesti dall’azienda.
Nel programma saranno inserite, oltre le voci classiche dei curriculum,
anche le competenze trasversali e le disponibilità a svolgere anche ruoli
lavorativi di cui non si ha una esperienza particolare, ma vi sia interesse a
formarsi in quel settore.
In particolare ciascun candidato avrà a disposizione, sul sito, un’area dove
mantenere il proprio Curriculum Vitae, crearlo e aggiornarlo.
Naturalmente quello esplicitato è solo un’estrema sintesi del progetto,
che in realtà utilizza un numero consistente di dati, partendo da più di cento
tipologie di qualifiche di base e andando ad interessare aziende che spazianodal settore turistico a quello agricolo, dai trasporti all’industria in genere, dai
servizi al sociale.
Tutto ciò ha l’ambizione di dare un servizio innovativo, totalmente
differente da quello offerto dai “centri per l’impiego”.
Sostanzialmente questo progetto costituisce un’analisi del cambiamento,
spesso imprevedibile, che caratterizza le moderne società industriali,
Concludendo possiamo affermare che se dobbiamo preoccuparci per il
futuro dei giovani è nostro dovere, come sindacato, mettere a loro
disposizione gli strumenti necessari al fine di progettarne e costruirne uno
più roseo, responsabile e, soprattutto con al centro il lavoro, perché senza di
quest’ultimo sicuramente non ci sarà futuro.

 

Relazione di Martina BALESTRINO:
Buongiorno a tutti, mi chiamo Martina Balestrino e a
Novembre ho intrapreso il Servizio Civile presso la sede
della UIL a La Spezia.
Sono molto contenta di aver colto questa occasione poiché
è una grande opportunità di crescita personale ed è una
bella esperienza da aggiungere al proprio bagaglio di
conoscenze.
Inoltre è anche molto importante poiché ti aiuta ad entrare
in contatto con realtà diverse come il volontariato e diversi
ambiti lavorativi, favorendo l’acquisizione di differenti
competenze come ad esempio il lavoro di squadra, la
comunicazione e il relazionarsi con le altre persone,
facilitandone l’ingresso nel mondo nel lavoro.
Qualche giorno fa, grazie al nostro Segretario Generale,
Carmelo Barbagallo, il quale ha manifestato la volontà
della UIL di intraprendere un percorso di conoscenza che
rilanci il valore della memoria, il dialogo fra le diverse
religioni , la valorizzazione di ogni cultura, del rispetto e
della libertà, mi è stata data l’opportunità di partecipare ad
un percorso formativo il quale si concluderà nell’ottobre
prossimo con un viaggio ad Auschwitz.Approfittando di questa opportunità, ho deciso di
autocandidarmi proprio per cercare, se possibile, di
capirne di più, per cercare di comprendere quali
motivazioni hanno armato di odio le menti di queste
persone che hanno praticato lo sterminio non poi così tanti
anni fa.
Ma è veramente difficile comprendere come si possa
arrivare ad umiliare, sterminare così ignobilmente migliaia
di persone, migliaia di esseri umani...uomini, donne e
bambini.
Mi ripeto, sarà molto difficile comprendere, ma tutti,
soprattutto noi giovani abbiamo l’obbligo e il dovere di
non dimenticare e cercare di acquisire tutti gli strumenti
necessari che possono occorrere per riconoscere e quindi
evitare nuovi possibili olocausti.
Grazie a tutti, e come dice sempre Nadia...viva la
UIL!!!Ragazzi UIL Giovani La Spezia